Amazon Pharmacy sbarca anche in India. Lo ha reso pubblico l’azienda di Seattle con un comunicato sul proprio sito ufficiale. In questo, non viene al momento indicata alcuna data su quando il servizio diventerà attivo.

Per quanto invece riguarda l’Europa, sembra che l‘azienda di Bezos non abbia al momento interesse a portare la vendita di farmaci da banco anche nel Vecchio Continente.

Amazon è entrata in questo settore nel 2018 dopo aver acquisito PillPack. Un servizio che consente di ricevere a domicilio sia i farmaci da banco che quelli che possono essere ottenuti tramite prescrizione. I vantaggi per il consumatore sono diversi.  Il più rilevante è sicuramente il trasporto gratuito che permette ad Amazon di offrire ai suoi clienti gli stessi costi di una farmacia fisica. 

Amazon Pharmacy: nel 2018 l’entrata ufficiale nel settore farmaceutico

La volontà di Amazon di espandersi in questo settore si è concretizzata nel 2018. Questo infatti è l’anno in cui si p concretizzato il lancio di Amazon Comprehend Medical. Un servizio rivolto a tutti coloro che lavorano in ambito healthcare, e che permette di disporre di appositi software e infrastrutture cloud per l’analisi dei dati clinici.

In seguito è arrivato l’acquisto di Pillpack, che ha permesso all’impresa di Bezos di creare una vera e propria farmacia on line. La sua acquisizione si è completata a fine 2018 e ha permesso al fondatore di PillPack, Tj Parker, di rimanere a capo dell’azienda.

Parker accolse questa fusione con entusiasmo dichiarando che “insieme ad Amazon, siamo impazienti di continuare a lavorare con i partner nel settore della sanità per aiutare le persone a vivere una esperienza migliore”. Un’operazione costata ad Amazon circa un miliardo di dollari. Una cifra importante ma che le ha permesso di entrare in un settore che ogni anno ne fattura oltre quattrocento. 

Amazon nel business dei medicinali: le reazioni della concorrenza

Molte esperti sostengono che l’entrata del colosso di Seattle nel mondo delle faramcia, sia nato come risposta al fallimento dell’operazione che doveva portare all’acquisto del gigante retail Wallmart, che oltretutto era entrata nell’healthcare acquisendo Flipkart. Una mossa che a suo tempo non spaventò la concorrenza.

Il Wall Street Journal, il giorno dopo l’acquisizione di Pillpack intervistò l’ad di Walgreens Boots Alliance Stefano Pessina. Questi dichiarò di non essere particolarmente preoccupata dell’entrata di Amazon nel settore per due motivo.

Il primo riguardava il fatto che il settore farmaceutico era molto complesso e la soddisfazione del consumatore andava oltre la semplice vendita a domicilio di medicinali. Il secondo invece consisteva nel fatto che a parere di Pessina le farmacie fisiche avevano una funzione troppo importante per essere spazzate via di colpo dagli acquisti on line. 

Amazon Pharmacy: restano da superare le limitazioni imposte dalla legge

Adesso invece, a distanza di due anni, i player del settore farebbe bene a preoccuparsi perché l’espansione di Amazon nel business dei medicinali inizia ad essere sempre più imponente. Rimangono però alcuni ostacoli molto grandi che l’azienda di Bezos deve ancora superare per conquistare questo settore.

Amazon infatti continua a non disporre delle autorizzazioni necessarie per poter vendere vendere diverse tipologie di farmaci. In molti stati infatti, è obbligatorio per legge che qualunque e-commerce che si occupi della vendita di medicinali, debba necessariamente avere un farmacista abilitato come intestatario e figura di riferimento.

Questi infatti diventa l’unico responsabile legale per quanto riguarda la sua vendita, commercializzazione e conservazione. Al momento Amazon che non dispone di nessun tipo di licenza, ha incaricato l’azienda Perrigo per quanto riguarda la produzione di farmaci generici.

Ma la concorrenza dovrebbe iniziare a preoccuparsi perché già adesso l’azienda riesce a mettere sul mercato medicinali a un costo che corrisponde a circa la metà di quello delle farmacie on line.

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E nel momento in cui Amazon riuscirà a superare lo scoglio delle licenze e dei permessi legislativi per quanto riguarda la vendita di farmaci più complessi, diventa difficile credere che il consumatore continuerà a scegliere un medicinali che gli altri rivenditori vendono al doppio del prezzo.