La previdenza integrativa è uno strumento sempre più utilizzato dall’utenza privata per permettere una copertura pensionistica più adeguata e dignitosa in vista dell’età pensionabile.

Il ricorso al sistema contributivo per il calcolo della pensione – determinata dunque esclusivamente in funzione dei contributi versati nell’arco della vita lavorativa – ha portato ad una diminuzione della prestazione pensionistica pubblica.

Previdenza integrativa: funzionamento

Alla previdenza obbligatoria, quindi, si può aggiungere la previdenza integrativa, un secondo livello di copertura pensionistica attuabile su base volontaria.

Dei Fondi pensione che operano secondo il meccanismo della “capitalizzazione”: i contributi periodici vengono versati ed investiti secondo una linea di gestione scelta dal contribuente. Al momento del pensionamento, il capitale accumulato, dato dalle risorse versate e dai rendimenti ottenuti, viene erogato sotto forma di rendita o capitale.

Le categorie dei Fondi pensione

I fondi pensione si distinguono in tre grandi categorie: i fondi aperti; i PIP, vale a dire i Piani Individuali Pensionistici; i fondi chiusi. 

Nei fondi aperti l’adesione è possibile a tutti coloro che intendono costruirsi una pensione integrativa rispetto a quella di base e sono istituiti da banche, assicurazioni, SGR (società di gestione del risparmio) e SIM (società di gestione immobiliare).

I PIP sono forme pensionistiche complementari individuali e sono istituite da compagnie assicurative.

Infine, i fondi chiusi (o negoziali). Qui l’adesione è riservata a specifiche categorie di lavoratori e sono istituiti sulla base di accordi tra le organizzazioni sindacali e imprenditoriali.

Previdenza integrativa, come scegliere?

E’ a monte – a prescindere dal fondo prescelto – che diventa strategica la scelta che il contribuente deve effettuare per poi ottenere, una volta in pensione, un “ritorno” previdenziale secondo le legittime aspettative. Insomma, esistono una marea di soluzioni di natura assicurativa, basta fare un giro su Internet per rendersene conto. E quindi? Come districarsi in un ventaglio così ampio e diversificato?

“Bisogna saper valutare bene, distinguere tra i vari prodotti presenti sul mercato e comprenderne le caratteristiche e la qualità – spiega Andrea Mattei, partner di ValorImpresa Insurance Broker, società specializzata nella consulenza assicurativa corporate e retail – Il mio consiglio è affidarsi sempre a consulenti esperti, preparati e che abbiano conoscenza approfondita di un settore, quello della previdenza integrativa, che presenta numerose sfaccettature. Saper assicurare al proprio assistito un prodotto conveniente, adeguato alle sue esigenze e garantito negli anni è fondamentale. Un risultato che si può raggiungere solo avendo le competenze necessarie”.

Caratteristiche e meccanismi della Previdenza integrativa

Tutto si gioca essenzialmente su due misure matematiche: il Montante capitale, determinato dai contributi rivalutati anno dopo anno, e il coefficiente K di trasformazione in rendita, legato alla speranza di vita dell’utente. In soldoni, mente il Montante è determinato dai versamenti del contribuente, la partita si vince davvero sapendo “gestire” al meglio il coefficiente K.

“Si tratta di un dato mobile – aggiunge Andrea Mattei – e non è certo detto che il coefficiente stabilito oggi, mixato con il Montante, si traduca, al momento del recepimento della previdenza integrativa, nella somma che inizialmente ci si aspettava in base ai calcoli effettuati. Proprio perché cambiano i dati legati alla speranza di vita”.

Insomma, una misura, il K, che funziona un pò come i tassi del mutuo variabile: oggi il valore è x, domani chissà…

“Ma esistono delle soluzioni – chiosa Mattei -; è possibile mettere a contratto un dato K fissato, cosicchè quando si riscuoterà la prima mensilità della rendita integrativa, la cifra sarà quella concordata anni prima. Si tratta di strumenti tecnici che vanno conosciuti e che bisogna saper utilizzare con maestria. Per questo ripeto ancora una volta: la consulenza di professionisti del settore è fondamentale per non incorrere in brutte sorprese”.