Nell’era dell’ecosostenibilità e dell’environmental responsability ha assunto un ruolo sempre più significativo il danno ambientale.

Ma cosa si intende per danno ambientale? Che cos’è la polizza danno ambientale? Chi tutelano le polizze di responsabilità per danno ambientale? Scopriamolo in questa guida dedicata.

Danno ambientale: definizione e fonti normative

La direttiva 2004/35/UE ha istituito nell’Unione europea un quadro giuridico per la responsabilità ambientale, basato sul principio «chi inquina paga», per la prevenzione e la riparazione del danno ambientale.

In economia politica si parla di imposta pigouviana ovvero un metodo di governo delle emissioni inquinanti ideato dall’economista Arthur Cecil Pigou.

Ricordiamo che un’imposta pigouviana è un tipo di imposta applicabile in presenza di esternalità.

Ai sensi dell’art. 300 della Parte VI del D.Lgs. 152/2006 (cosiddetto Codice dell’ambiente) è danno ambientale qualsiasi deterioramento significativo e misurabile, diretto o indiretto, di una risorsa naturale o dell’utilità assicurata da quest’ultima.

La direttiva fornisce una definizione di danno, inteso come mutamento negativo misurabile di una risorsa naturale o un deterioramento misurabile di un servizio di una risorsa naturale, che può prodursi direttamente o indirettamente.

La Direttiva ha individuato chiaramente quattro tipologie di danno:

  1. alle acque interne, mediante azioni che incidano in modo significativamente negativo sul potenziale ecologico delle acque interessate o sullo stato ecologico, chimico e/o quantitativo;
  2. alle specie e agli habitat naturali protetti dalla normativa nazionale e comunitaria;
  3. al terreno, mediante qualsiasi contaminazione che crei un rischio significativo di effetti nocivi, anche indiretti, sulla salute umana a seguito dell’introduzione di preparati, sostanze, organismi o microrganismi nocivi per l’ambiente;
  4. alle acque costiere ed a quelle ricomprese nel mare territoriale.

La disciplina normativa sopra richiamata si applica anche in caso di sola “minaccia imminente” di danno (cfr. art. 302, comma 7).

In buona sostanza, lo standard si applica anche nel caso in cui vi sia il rischio sufficientemente probabile che stia per verificarsi uno specifico danno ambientale.

Sulla base di queste definizioni sopra riportate, la direttiva comunitaria 2004/35/UE delimita il suo ambito di applicazione (art. 3):

  • al danno alle specie e agli habitat naturali protetti causato da una delle attività professionali non elencate nell’allegato III (impianti assoggettati ad autorizzazione integrata ambientale, trasporti di merci pericolose, operazioni di gestione dei rifiuti, etc.),
  • al danno ambientale causato da una delle attività professionali elencate nell’allegato III e a qualsiasi minaccia imminente di tale danno a seguito di una delle suddette attività.

Se la direttiva comunitaria riconosce un regime di responsabilità oggettiva per le attività pericolose elencate nell’allegato III, negli altri casi la normativa richiede la prova del comportamento doloso o colposo del soggetto che esercita l’attività professionale.

Quando si verifica un danno ambientale, l’articolo 305 sancisce che l’operatore è tenuto a comunicare tutti gli aspetti pertinenti della situazione alle autorità competenti, ovvero al Prefetto, Comune, Provincia e Regione.

Inoltre, è tenuto ad adottare immediatamente tutte le iniziative praticabili per monitorare circoscrivere, eliminare o gestire qualsiasi fattore di danno ambientale, con la finalità di limitare ulteriori pregiudizi ed effetti nocivi per la salute umana o ulteriori deterioramenti ai servizi.

In caso di inerzia dell’obbligato, il Ministro dell’Ambiente ha la facoltà di mettere in atto tutte le misure volte a ripristinare lo status quo.

La normativa riconosce il diritto di rivalsa nei confronti di chi ha causato le spese stesse.

Fatta questa premessa, è importante sottoscrivere una polizza assicurativa che tuteli dal rischio di danno ambientale.

Polizza assicurativa danno ambientale

Inquinare è un reato: con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 28 maggio 2015, è entrata in vigore la Legge n. 68 del 22 maggio 2015 Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente”, che ha introdotto uno specifico Titolo VI-bis nel Codice Penale per i reati ambientali.

Precedentemente i reati ambientali erano previsti con carattere prevalente di semplici contravvenzioni nel D.Lgs. n. 157/2006 (il cosiddetto Testo Unico Ambientale).

Di qui emerge la necessità di tutelarsi con un’apposita polizza assicurativa che copra dalle eventuali conseguenze dei danni ambientali.

La polizza per danni ambientali è una forma di assicurazione volta a coprire tutti quei danni legati ad un incidente (fuoriuscita di liquido inquinante, scoppio, incendio, etc.).

Si tratta di una vera e propria estensione delle garanzie legate alla polizza responsabilità civile e alla polizza incendio.

Anche se si sottoscrive una polizza incendio, questa non copre eventuali contaminazioni dei luoghi interessati. Per questo, è bene sottoscrivere una polizza antinquinamento.

Chi decide di sottoscrivere una polizza per danno ambientale, avrà dei vantaggi come quello di avere la consapevolezza di attivarsi immediatamente e di poter pagare laddove si sia inquinato, oltre ad avere la possibilità di fronteggiare la responsabilità ambientale.

Una polizza assicurativa antinquinamento permette al sottoscrittore di intervenire non appena si scopre un inquinamento, anche se non si è direttamente responsabili.

Pertanto, la polizza danni ambientale non deve essere considerata un semplice contratto, ma un “plus”.

Si tratta di uno strumento giuridico che consente di risolvere tutti i problemi conseguenti ad un disastro ambientale.

Polizza assicurativa: a chi si rivolge?

La polizza assicurativa danno ambientale si rivolge ad una vastissima platea di soggetti: aziende, anche quelle unità produttive che non svolgono attività considerate “inquinanti”.

Le polizze di responsabilità per danno ambientale, sono pensate per garantire le nuove fattispecie di danno introdotte dalla crescente complessità derivante da obblighi normativi in materia di risanamento ambientale.

Assicurazione rischio danno ambientale: quali sono i vantaggi?

La sottoscrizione di una polizza assicurativa danni ambientali è la soluzione ottimale volta a tutelare il patrimonio aziendale e consentire all’azienda di poter usufruire della consulenza di una società specializzata come Valorimpresa Insurance Broker.

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