Le coperture assicurative nei sinistri property 

Sono passati quasi quattrocento anni da quando, il 2 settembre del 1666, Londra fu colpita da un immane incendio che praticamente la rase completamente al suolo. Il “Great Fire of London”, descritto a più riprese da scrittori, storici e romanzieri, ebbe significative conseguenze sul piano economico e su quello sociale.

Conseguenze che costituirono un forte stimolo allo sviluppo delle coperture assicurative, nate proprio per far fronte ai danni derivanti dall’incendio.

I danni alla proprietà rappresentano al giorno d’oggi una componente importante all’interno dei portafogli delle compagnie e coinvolgono il mondo assicurativo tanto quanto quello riassicurativo, proprio per la natura e la dimensione dei danni che possono essere provocati da eventi di tale portata.

La gestione dei sinistri property

La gestione dei sinistri property è certamente una delle attività più complesse e vaste nell’ambito del sistema assicurativo, con numerose casistiche, ambiti di interventi e approcci normativi ai quali dover fare riferimento. Una gestione che per forza di cose, sia per l’accertamento del danno sia per la fase successiva, vale a dire la liquidazione del premio, deve poter “contare” su professionisti preparati, iscritti all’albo specifico e quindi con tutti i requisiti in regola.

Avvalersi della consulenza di agenti competenti diventa poi fondamentale per le imprese, che spesso sottovalutano, nella compilazione del loro business plan, la voce “sinistri”. “Un grave errore”, come sottolinea il Partner di ValorImpresa Insurance Broker Carlo Degliantoni, con alle spalle una lunga esperienza in questo settore.

“La possibilità di subire un sinistro deve essere contemplata come una delle variabili aziendali, alla pari del costo del lavoro o dell’acquisto delle materie prime. Anche perché alcuni sinistri, penso ad un incendio di un capannone o ad un evento sismico, possono avere effetti deleteri sull’attività imprenditoriale”, aggiunge Degliantoni.

La pericolosità dei sinistri

Ecco dunque il primo, fondamentale passo da compiere: far comprendere all’imprenditore la valenza e la pericolosità, per la vita dell’impresa, dei sinistri. Che si possono dividere in quattro grandi macro aree: quelli con elevata complessità e basso importo di perdita; quelli con elevata complessità ed elevato importo, bassa complessità e basso importo; infine, bassa complessità e alto importo. La domanda è: in quali di questi casi è giusto avvalersi di un professionista esterno?

“Nel caso di elevata complessità e basso importo e bassa complessità e alto importo è sempre conveniente affidarsi ad un perito – spiega Degliantoni -. Faccio un esempio: se una tromba d’aria scoperchia un capannone, l’intervento di ripristino probabilmente non avrà un valore economico eccessivo ma spesso, in questi casi, la quantificazione dei danni non è immediata e conseguentemente neanche la liquidazione del premio. Ecco perché diventa fondamentale che l’imprenditore possa contare su un professionista del settore”.

Negli altri casi sarà invece il primo soggetto coinvolto, che quasi sempre coincide con il titolare dell’azienda, a poter gestire internamente il sinistro.

Le tre fasi nella Gestione dei Sinistri Property

La gestione dei sinistri property si sostanzia in tre fasi:

1) l’accertamento del danno; 2) la quantificazione economica del danno; 3) la liquidazione, contestualizzando la perdita reale ed in base al capitolato della polizza e alle normative vigenti.

Se da un lato esiste un team di professionisti che si occupa essenzialmente della parte estimativa e computometrica, il broker assicurativo invece deve farsi carico della sezione normativa e contrattuale.

“Valutando tutte le obbligazioni che la polizza e il Codice Civile pongono a carico dell’assicurato”, aggiunge Degliantoni. Solo successivamente, accertata la quantificazione del danno, si potrà concordare con la compagnia assicurativa l’ammissibilità e l’entità del risarcimento. “Un iter procedurale lungo e complesso, – puntualizza Carlo Degliantoni -. Ecco perché in determinate situazioni è fondamentale che l’imprenditore si affidi a periti di comprovata esperienza, scegliendo tra l’altro coloro che non operino mai per conto della stessa compagnia, evitando dunque un conflitto di interessi palese. L’alta formazione del professionista coinvolto e la sua massima trasparenza devono essere una garanzia totale per l’imprenditore vittima di sinistro”.