Tra le attività fondamentali per verificare lo stato di salute di un’azienda, rientra certamente la cosiddetta “due diligence”. 

Termine anglo-americano che indica una serie di operazioni necessarie per raccogliere e verificare informazioni di natura fiscale, patrimoniale, gestionale ed economica di un’azienda.

L’obiettivo è chiaro: l’analisi dei dati è fondamentale per stabilire eventuali elementi di fattibilità o criticità in relazione ad operazioni straordinarie.

Due Diligence: Raccolta informazioni

Si tratta di un’iniziativa facoltativa ma che rientra in quell’ambito di “rivoluzione culturale” che gli imprenditori devono mettere in atto per permettere alla loro attività di avere vita in prospettiva, serena e possibilmente ricca di soddisfazioni. Raccogliere le informazioni diventa strategico per determinare punti di forza e di debolezza di una società, anche al fine di arrivare ad una valutazione economica della stessa.

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La due diligence effettuata in merito ad una specifica impresa analizza la struttura societaria e organizzativa, il mercato di riferimento e le relative strategie commerciali. E ancora: gli aspetti di gestione e amministrazione e, non da ultimo, gli aspetti fiscali.

Si tratta dell’analisi di tutti i potenziali fattori di rischio e opportunità legati ad un investimento.

In ambito d’impresa la due diligence valuta la fattibilità di operazioni straordinarie, vantaggi e punti critici, legati essenzialmente a fusioni, cessioni o acquisizioni. Ecco perché un imprenditore “illuminato” dovrebbe prenderla seriamente in valutazione, evitando di pensare solo al costo effettivo dell’operazione ma valutando come un investimento per il futuro.

Due Diligence in ambito assicurativo

Un aspetto fondamentale da prendere sicuramente in considerazione è la due diligence in ambito assicurativo. L’analisi delle polizze assicurative attive in un’azienda riveste un ruolo centrale per il futuro economico e finanziario della PMI.

A spiegarlo bene ci pensa Carlo Degliantoni, esperto broker assicurativo e Partner di ValorImpresa:

“La valutazione va effettuata sotto diversi aspetti. Innanzitutto, è necessario verificare l’utilità delle polizze in essere da un punto di vista del rischio e in merito all’attività specifica dell’azienda. Inoltre, va fatta un’analisi a 360 gradi dell’ampiezza e della portata delle garanzie, anche in funzione della percentuale di copertura e del settore coinvolto”. Ma non solo. “Va messa in atto un’azione di pricing, valutando quanto effettivamente valgono le coperture, in relazione alle garanzie fornite, inserite nel contesto del mercato di riferimento”.

Operazioni di una certa complessità, che richiedono l’effettivo coinvolgimento di personale “con una comprovata esperienza professionale, con un file reference di tutto rispetto, frutto di interventi sul campo e al fianco del sistema imprenditoriale”, aggiunge Carlo Degliantoni.

Ed è qui che si innesta un corto circuito che sta minando la credibilità di numerosi professionisti che operano quotidianamente.

Il Conflitto di interessi tra broker e consulente

Nel nostro Paese, come in altri, esiste un forte conflitto di interessi tra le attività di broker assicurativo e di consulente, che spesso coesistono e stridono.

“Il broker è un mediatore atipico – spiega Degliantoni -, in quanto riceve il mandato dal cliente ma allo stesso tempo sarà retribuito dalla compagnia assicurativa. Un procedimento che potrebbe inficiarne l’imparzialità di giudizio, mi pare evidente”.

Ecco perché diventa fondamentale rivolgersi a personale qualificato, competente e “senza macchia”, in grado di fornire valutazioni di due diligence di alto profilo e in grado di rispondere al meglio alle esigenze dell’imprenditore.

Un percorso virtuoso che potrebbe diventare perfetto con un piccolo ma fondamentale accorgimento, come spiega Carlo Degliantoni:

L’IVASS, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, deve correre ai ripari e nel registro unico degli intermediari inserire una sezione ad hoc per i consulenti assicurativi. Così si eviterebbero spiacevoli ed antipatici equivoci”.