L’Africa potrebbe fornirci un’anticipazione di quello che potrebbe avvenire in futuro anche nel continente sud Europeo, ovvero una sempre maggiore scarsità d’acqua a causa di profondi cambiamenti climatici e dell’avanzare della desertificazione.

 

Il precedente italiano

L’Italia ha assaggiato questo scenario proprio nel 2017, quando le riserve d’acqua nei bacini della penisola si sono dimezzate (e al Sud restano ancora basse in modo allarmante), mettendo a rischio l’approvvigionamento idrico non solo dell’agricoltura, ma anche di grandi città, come la stessa Roma.

 

Le previsioni

“Nel 2030, secondo lo Stockholm International Water Institute, circa il 47% della popolazione mondiale potrebbe avere problemi di scarsità di acqua. La dissalazione di acqua di mare potrebbe rappresentare una valida alternativa, come dimostra il caso di Israele, che già produce dal mare il 20% della sua acqua potabile, ma bisogna assicurarsi che gli impianti e i processi siano realizzati nel rispetto degli ecosistemi naturali”, hanno riassunto quelli di Marevivo.

Il problema ambientale a cui si riferiscono è quello dello scarico in mare della salamoia, residuo del processo di dissalazione: una soluzione ad alta concentrazione di sale, che, come ha rilevato Francesco Aliberti, professore di biologia alll’Università Federico II di Napoli può essere molto dannosa.

 

Le nuove scoperte

Produrre acqua potabile dal mare però non è più un miraggio. Le recenti tecnologie di desalinazzazione hanno fatto progredire lo sfruttamento delle risorse idriche non potabili in diversi paesi come Cina, Emirati Arabi, Australia, USA ed Europa. Tuttavia il settore è lontano dall’essere una realtà commerciale consolidata, scontrandosi quotidianamente scontrare con alti costi produttivi e operativi che ne fanno perlopiù una soluzione energivora e per pochi.

 

Osmosi inversa

La principale tecnologia di dissalazione su larga scala utilizzata oggi è l’osmosi inversa. Nel processo diretto, quando due liquidi identici separati da una membrana semi-permeabile hanno una diversa concentrazione di sale o altri minerali, quello con la concentrazione inferiore passa attraverso la membrana fino a quando entrambi non raggiungono l’equilibrio.

Nell’osmosi inversa lavora in maniera esattamente contraria: viene applicata pressione al liquido più concentrato in modo che scorra attraverso la membrana di filtrazione verso il lato dell’acqua potabile. La tecnica utilizza una quantità relativamente grande di elettricità (circa 4-5 kWh / m 3) e le membrane si deteriorano rapidamente, così come altri componenti, consumati dalle particelle minerali.

Gli impianti devono essere puliti chimicamente più volte all’anno e sostituiti molto frequentemente. “Ciò comporta costi di manutenzione elevati per i produttori”, afferma Ong. Il concept sviluppato da ricercatore utilizza membrane fatte di materiale idrofobo inerte, in grado di consumarsi meno rapidamente ed essere riciclate a basso costo.

 

Tecnologia economica e sostenibile

Il ricercatore Jeff Ong, dal Laboratorio di sintesi inorganica e catalisi dell’EPFL (Politecnico di Losanna) spera di aver trovato la soluzione ai principali problemi economici del comparto. Ong ha sviluppato una macchina per il trattamento delle acque che combina i vantaggi di tutte le principali tecniche di dissalazione, offendo al contempo prestazioni migliorate. Ad esempio, il prototipo rimuove oltre il 99,9% del sale dall’acqua marina con lo stesso rendimento degli impianti più efficienti ma utilizzando meno energia.

 

Vantaggi del dissalatore marino antibatterico DA nel processo di desalinizzazione

Vediamo nel dettaglio quali sono gli effettivi vantaggi aggiuntivi derivanti dall’utilizzo dei dissalatori DA:

  • produzione illimitata di acqua di ottima qualità e batteriologicamente pura;
  • rapida installazione e veloce messa in esercizio, grazie al pre-assemblaggio e la possibilità di essere inserito in un container;
  • contenimento dei consumi energetici sotto i 3,5 kWh per ogni metro cubo di acqua dissalata;
  • per garantire la totale disinfezione dell’intera rete di distribuzione dell’acqua, DA integra un sistema antibatterico all’avanguardia atto ad eliminare qualsiasi forma di biofilm, garantendo un rinnovamento della rete idrica sia calda sia fredda.