Il governo ha votato sì all’accordo tra Tim e Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione delle rete unica. I nodi da risolvere però restano ancora molti. 

Nel corso di un vertice di maggioranza che si è tenuto a Palazzo Chigi con la presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato approvato il via libera per la creazione, da parte di Tim e Cassa Depositi e Prestiti di una società che avrà il compito di gestire le infrastrutture della rete a banda larga. 

Il piano proposto all’esecutivo, è stato presentato dall’Amministratore Delegato Fabrizio Palermo. I prossimi giorni saranno dunque fondamentali per perfezionare l’accordo. Adesso bisognerà infatti far entrare nell’operazione anche Open Fiber, di cui Cassa e Depositi e Prestiti è azionista al 50 per cento, mentre la restante parte appartiene a Enel. L’idea per sviluppare il progetto, è che entrambe adesso entrino in Fibercop, una società in cui è stata trasferita la rete secondaria di Tim. 

Accordo Tim – Cassa Depositi e Prestiti: sarà necessaria l’approvazione dell’Unione Europea

La quota di Enel dovrebbe invece venire rilevata da Tim e Kkr, un fondo statunitense. L’operazione comunque per essere approvata, necessita di molti passaggi. Dovrà infatti arrivare sia il via libera di Agcom che l’approvazione della Commissione Europea. Anche perché è dai fondi Ue che dovrebbero arrivare i finanziamenti tramite “Next Generation” per lo sviluppo della rete. Bruxelles al momento ha fatto sapere che segue attentamente l’operazione. Si è però rifiutata di commentare qualsiasi tipo di scenario a riguardo, spiegando che finchè si tratta di ipotesi è impossibile fornire un giudizio complessivo sulla vicenda. 

Dentro FiberCop entrano anche Fastweb e Tiscali. Quest’ultima, sta al momento valutando di poter entrare in un secondo momento anche nell’azionariato della società. Lo scopo sarebbe quello di razionalizzare la rete Tiscali. E in secondo luogo, creare le migliori condizioni possibili affinché i clienti abbiano la possibilità di passare alla rete ultrabroadband di Fibercop. Un passaggio che oltretutto permetterebbe a Tiscali di far diminuire in modo considerevole i costi legati all’infrastruttura della rete.

Tim cederà la sua rete primaria a Fibercop

Questo ambizioso progetto dovrebbe iniziare nel 2021. Un passo fondamentale sarà costituito dalla fusione che dovrebbe avvenire tra Fibercop e Open Fiber. Tim deterrà il 50,1 per cento delle azioni. Nel comunicato stampa pubblicato dall’azienda si legge però la partecipazione avverrà mediante “un meccanismo di governance condivisa con CDPE sarà garantita l’indipendenza e la terzietà della società. A tal proposito sono previsti meccanismi di maggioranze qualificate e regole di controllo preventivo”.

In ogni caso, prima della fusione, vi sarà un processo atto a valutare gli asset delle due aziende e la conseguente definizione delle quote azionarie detenute dai vari soggetti coinvolti. È inoltre previsto lo scorporo della rete primaria di Telecom, che verrà ceduta a Fibercop. Enel dovrebbe poi cedere il 50 per cento delle azioni che detiene su Open Fiber a un fondo australiano denominato Macquarie. 

Il piano di Fibercop: estensione della copertura di rete in FTTH

Come dichiarato recentemente da Tim, il piano di Fibercop prevede un’estensione della copertura di rete in FTTH nelle aree grigie e nere. Lo scopo prefissato, è quello di riuscire a raggiungere il 56 per cento delle abitazioni entro l’anno 2025. 

Per quanto invece riguarda la aree bianche Fibercop si è dichiarata intenzionata a proseguire le attività di Tim in corso, e dunque a estendere ulteriormente la copertura FTTC fibra misto rame. Fastweb invece si occuperà di coprire le aree grigie e bianche in Fixed Wireless Access con tecnologia 5G. Nel piano è inoltre prevista la conversione delle attuali linee in rame in fibra, ma non c’è ancora certezza sui tempi di realizzazione di questo cambiamento. 

Un’altro problema da risolvere riguarda la aree bianche in cui Open Fiber sta mettendo a punto una rete pubblica in FTTH e FWA. La rete è infatti di proprietà di Infratel Italia, società concessionaria del MISE. E dunque Open Fiber non può al momento operare sulla rete.

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