Un patentino per i viaggiatori vaccinati.

Questa è una delle ultime idee che circola in Europa per rilanciare un settore che è stato letteralmente devastato dalla pandemia.

D’altronde, alcune settimane fa a commentare la situazione in Italia è stata Marina Lalli, presidente di Federturismo-Confindustria. La donna ha spiegato che la proroga dello stato di emergenza decisa dal governo all’inizio di quest’anno, rischia di dare il colpo di grazia a questo comparto economico. Il settore è naturalmente consapevole del difficile momento storico. Il problema però è che “dopo oltre 10 mesi di inattività, con ristori del tutto insufficienti e zero incassi non hanno alcuna possibilità di sopravvivere senza una ripartenza, seppure limitata entro la tarda primavera”. 

Patentino per viaggiatori vaccinati, una richiesta che arriva dalla Grecia

Per questi motivi, al momento l’ipotesi di una patente vaccinale sembra l’unica soluzione concreta per poter rilanciare il turismo in tempi di pandemia. Per questa la Lalli ha rimarcato il fatto che mai come adesso vi è bisogno di una campagna di vaccinazione che sia il più celere possibile.

Al contempo c’è anche bisogno di “un documento che permetta di potere iniziare a viaggiare possibilmente con la stipula di accordi governativi o mediati dalla De”. E proprio su questa proposta, è intervenuto di recente il premier greco Kyriakos Mitsotakis. L’uomo ha infatti scritto una lettera alla Presidentesse della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. In questa, ha richiesto che gli stati europei possano raggiungere al più presto un’intesa con un certificato standard sulla vaccinazione.

Lo scopo è quello di far ripartire la mobilità su scala globale. Unica via di scampo per un continente in cui per molti nazioni, tra cui per l’appunto Grecia ed Italia, il turismo è un pilastro chiave del Pil. 

Patentino viaggiatori vaccinati, il premier greco lo vuole approvato prima dell’estate

Il premier greco chiede inoltre che questa questione venga risolta e discussa all’interno dell’Unione Europea prima dell’inizio dell’estate.

Si tratterà dunque di una sorta di passaporto sanitario che consentirà i primi spostamenti sicuri in tempo di pandemia. L’esecutivo ellenico inoltre, ha già redatto un primo documento di bozza.

L’Italia potrebbe presto accodarsi a questa richiesta. Nel nostro paese infatti, più di quattro milioni di persone lavorano nel settore del turismo, con oltre 400 mila imprese che a causa dell’epidemia sono attualmente a rischio fallimento.

Il documento redatto da Uni e Federturismo

I prossimi mesi saranno fondamentali per il futuro di un comparto economico che senza un intervento deciso da parte dello Stato, sembra ormai condannato al default. Le ultime ipotesi parlano infatti di una perdita pari a 15 miliardi di euro per tutto il settore, nel caso in cui le misure restrittive dovessero protrarsi anche nei prossimi mesi.

In Italia, L’Ente Italiano di Normazioni (UNI) e Federturismo hanno redatto un primo documento con delle linee guida su come far ripartire il turismo una volta che il numero dei vaccinati avrà raggiunto una cifra considerevole. 

Patente per viaggiatori vaccinati, l’unica soluzione per rilanciare il settore in piena pandemia

Si cercherà di riaprire in sicurezza evitando il fallimento delle imprese che operano in questo comparto.

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Ma si tratta al momento di palliativi che difficilmente, con una pandemia in corso e una campagna di vaccinazioni che si concluderà a fine anno, contribuiranno realmente a rilanciare il settore. Per questi motivi, la patente per i viaggiatori vaccinati, sembra al momento l’unica soluzione per evitare il fallimento di questa industria.