Marija Sharapova, dopo anni di alti e bassi, ha deciso di ritirarsi dal circuito nel febbraio scorso, lasciando dietro di sé qualche rimpianto per non essere riuscita a restare competitiva quanto il suo talento avrebbe meritato.

 

Icona sportiva mondiale

Amata da milioni di persone, Maria Sharapova è riuscita fin dai primi passi nel professionismo a diventare un simbolo di bellezza universale che ha travalicato il mondo dello sport. La campionessa russa non è stata soltanto una delle migliori tenniste degli ultimi vent’anni, ma è riuscita a trasferire la propria popolarità anche e soprattutto al di fuori del suo microcosmo tennistico.

 

La carriera

Dopo aver frequentato la famosa e prestigiosa Bollettieri Academy, nel 2000 la Sharapova inizia a competere nel mondo ITF (categoria juniores), ottenendo bei risultati fra cui tre vittorie consecutive in tre tornei diversi.

L’esordio nel mondo WTA avviene nel 2003, anno particolarmente ricco di soddisfazioni per la tennista russa: in primis arriva l’esordio in un torneo dello Slam (l’Australian Open, finito però al primo turno data la sconfitta contro Klara Koukalova). L’anno continua bene per Maria, che conquista la qualificazione al Roland Garros e a Wimbledon, dove disputa un grande torneo prima di fermarsi al quarto turno contro Svetlana Kuznecova. In quello stesso anno porta poi a casa il primo torneo WTA, conquistando il Japan Open.

Da qui in poi la carriera della Sharapova prende il volo: nel 2004 arriva il primo titolo dello Slam in carriera e non su un campo qualsiasi ma sulla leggendaria erba londinese di Wimbledon. La finale per la russa sembra una missione impossibile, dato che si ritrova ad affrontare Serena Williams, ma la qualità del gioco espresso le permettono di superare l’americana e diventare la prima tennista russa ad aggiudicarsi il piatto d’oro riservato alle donne vincitrici di Wimbledon.

 

La vita che condice adesso

La nuova dimensione di Maria Sharapova, dopo l’addio al tennis giocato, è fatta di relax, divertimenti e cucina, come ha detto alla rivista “People”.

“Ho colpito alcune palle con i miei amici un paio di volte, solo per divertimento. Principalmente ho cercato di divertirmi il più possibile, che si tratti di allenamenti di boxe sulla spiaggia o di camminare “.

“Vedere più parenti e concentrarsi su nuovi progetti. Quando gareggiavo, potevo passare solo poche settimane all’anno a casa, quindi è stato bello avere più tempo per rilassarsi, ritrovarsi con i miei cari e concentrarmi sui miei affari”.

“Per quanto amo viaggiare, non dover correre al prossimo torneo è molto bello. Abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo in cucina, cucinando e sfornando. Ad un certo punto, abbiamo persino tirato fuori una macchina per il gelato, che non avevo nemmeno considerato fuori dagli schemi per anni. Abbiamo persino iniziato a coltivare il nostro giardino sul retro “.

 

Il ritiro

Il ritiro di Maria Sharapova, datato 26 febbraio 2020, arriva in un momento in cui nel tennis si sente più parlare di ritiri che non di vittorie o sconfitte, pochi giorni dopo quello di Caroline Wozniacki e pochissimi prima di quello di Johanna Larsson. Una scelta difficile, ma comunque arrivata prima della diffusione del Covid-19. 

“Il mio ritiro è avvenuto nel momento giusto perché in questo periodo storico ci sono molti incertezze sullo sport in generale. Fossi ancora una tennista competitiva mi farei mille domande sul perché, sul come e sul dove mi allenerei, non mi troverei nelle condizioni ideali per riprendere a giocare ad alti livelli. Questo periodo di quarantena mi ha permesso di riflettere sul mio passato, di tornare indietro a quando ho iniziato a giocare a tennis 28 anni, ricordare tutto, le sensazioni, i sentimenti provati dai primi contatti con questo meraviglioso sport”.

 

Cosa farà

Le amicizie nell’America che conta non mancano e non è mai venuta meno l’anima russa con Vladimir Putin, che l’ha voluta portabandiera olimpica. Il pubblico c’è già: oltre 15 milioni di follower su Facebook, quasi nove milioni su Twitter, quasi 4 su Instagram. Gli ultimi due anni sono stati tentennanti sul campo, ma vincenti in amore con il multimilionario Adam Glikes, gallerista amico dei Reali d’Inghilterra, arrivata dopo le storie con il cestista Sasha Vujacic e il collega Dimitrov.

 

Sport e business

“Ci sono molti punti in comune tra lo sport e gli affari. E quando sei giovane, non ti rendi conto di queste cose. Stai solo colpendo una palla gialla con la tua racchetta, lo fai ogni giorno senza pensarci e non vedi altre prospettive.

Proprio in merito a questa sua seconda vita, la campionessa sovietica ha voluto esprimere un proprio giudizio sulle sue esperienze passate, fondamentali nella sua nuova esperienza come imprenditrice: “Nel corso della mia carriera ho fatto parte di alcune incredibili partnership, dalle aziende più piccole a quelle più grandi.

E quello che mi è piaciuto di queste esperienze era la mia grande voglia di apprendere quello che c’era dietro. Ero una spugna…Quindi, quando lavoravo con i marchi, e lavoravo con persone che erano molto più intelligenti di me, cercavo di imparare dalle loro idee per usarle nel mio business”.

Maria Sharapova è stata testimonial di marchi storici come Porsche e Nike, mentre sul lato imprenditoriale vanta la fondazione del marchio “Sugarpova” e della sua azienda di cosmetici e creme solari chiamata “Sugargoop”.

Quest’anno invece, la russa ha investito nell’azienda “Therabody”, una compagnia sanitaria nota per la cura del corpo. Insomma, le fortune di Maria Sharapova proseguiranno anche in questa sua seconda vita senza il tennis.