La pandemia di coronavirus, ha certamente causato un crollo enorme per il turismo. Nei primi 8 mesi del 2020 si parla del 70% in meno secondo quanto comunicato dall’OMT, Organizzazione mondiale del Turismo.

 

Le agenzie di viaggio campane protestano

Protesta delle agenzie di viaggio e degli operatori del turismo sul Lungomare di Napoli contro la crisi economica legata al Coronavirus in Campania. Diverse decine di addetti del settore sta manifestando su via Partenope, tutti con le mascherine e nel rispetto delle norme anti-Covid19. I manifestanti hanno uno striscione con la scritta a caratteri cubitali #noisiamoilturismo.

 

I paesi piĂą colpiti

Nonostante una leggera ripresa durante l’estate, i mesi estivi sono stati comunque negativi per il settore con un crollo dell’81% a luglio e del 79% ad agosto. Si parla di 700 milioni di arrivi di turisti in meno e una perdita di 730 milioni di dollari.

I più colpiti sono stati l’Asia-Pacifico con un calo del 79% a seguire l’Africa e il Medio Oriente con il 69% in meno, l’Europa con il 68% e l’America con il 65%. In Europa, durante l’estate, c’è stata una leggera ripresa ma è durata poco. Fino alla fine dell’anno la previsione è nera e si stima un calo del 70% e una ripresa che sicuramente non arriverà prima della fine del 2021. Secondo la Omt, inoltre, il crollo del settore turistico è da imputare alla modo lento in cui è stata gestita la pandemia e la mancata risposta da parte dei Paesi.

 

I dati

Stando ai dati sul movimento turistico in Italia diffusi dall’Istat alla fine di dicembre, nel periodo estivo da luglio a settembre, le presenze dei clienti negli esercizi ricettivi sono state complessivamente il 63,9% di quelle dell’anno precedente. “Il calo – spiega l’Istat – è dovuto soprattutto alle presenze dei clienti stranieri: sono soltanto il 39,7% rispetto allo stesso trimestre del 2019″. 

Mentre la percentuale di clienti italiani, considerando comunque la pandemia, si è mantenuta piuttosto alta, all’86,2%, con ogni probabilità per via del fatto che molti nel 2020 hanno evitato vacanze oltre confine. Sempre stando ai numeri dell’Istat, nei primi tre trimestri del 2020 sono diminuiti drasticamente i viaggi svolti per motivi di lavoro dai residenti nel nostro paese (-59%) e, in misura minore ma comunque ampia, pari al 23%, quelli per vacanze.

Mentre l’ultimo barometro di Federalberghi segnala un calo del fatturato dei servizi turistici del 71,4% nel terzo trimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, che ha colpito più pesantemente i servizi di alloggio (-88,3%), rispetto a quelli della ristorazione (-64,2 per cento).

 

Una ripresa solo a fine 2021

Il momento difficile per il settore turistico è tangibile. La Farnesina ha sconsigliato i viaggi in queste settimane, soprattutto in Europa e nei paesi in cui la pandemia avanza. A preoccupare è anche il periodo di Natale, in cui moltissimi italiani si spostano per andare in vacanza o tornare nella città di origine. 

Se ci sarĂ  un lockdown a Natale, il prezzo da pagare per il settore turistico sarĂ  ancora piĂą alto. Le compagnie aeree stanno vivendo una profonda crisi, tra voli cancellati, collegamenti stoppati e licenziamenti, molti vettori, per vedere la luce, hanno pensato ai famosi voli verso il nulla o senza destinazione.