Invitalia ha acquisito il controllo del ramo di ArcelorMittal che si sta attualmente occupando di gestire l’ex acciaieria Ilva di Taranto.

L’annuncio è arrivato in questi giorni ed è stato dato dal Ministro per l’Economia Roberto Gualtieri e dal Ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. L’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e dello sviluppo d’impresa conclude così un’operazione che consente allo stato di tornare nuovamente a gestire l’Ilva.

Questa era infatti uscita dal controllo pubblico nel 1995, quando si decise di vendere le quote al gruppo privato Riva. 

Ilva, il comunicato congiunto di ArcelorMittal e Invitalia

 

ArcelorMittal e Invitalia hanno pubblicato un comunicato congiunto per spiegare alcuni dettagli di questo passaggio di proprietà.

Nel documento si legge che “l’Accordo di Investimento comporterà la ricapitalizzazione di AM InvestCo, la società controllata da ArcelorMittal che ha sottoscritto il contratto di affitto con obbligo di acquisto dei rami d’azienda ILVA. Invitalia investirà in AM InvestCo in due tranche. Il primo investimento da 400 milioni di euro sarà effettuato entro il 31 gennaio 2021 (subordinatamente all’autorizzazione antitrust dell’Unione Europea) e darà a Invitalia il controllo congiunto su AM InvestCo”. 

ArcelorMittal continuerà a investire nell’Ilva

Ci sarà poi spazio per un successivo secondo investimento che potrà essere effettuato entro maggio 2022. Per quanto riguarda la sua entità, potrà raggiungere la somma di 680 milioni di euro.

Inoltre, sempre entro quella data la quota di partecipazione di Invitalia all’interno di AM InvestCo dovrebbe raggiungere il 60 per cento. Anche ArcelorMittal continua comunque a investire nell’Ilva, come spiegato nel comunicato. L’azienda infatti stanzierà fondi per un valore di circa 70 milioni di euro. Manterrà infatti il controllo del 40 per cento delle quote azionarie, continuando di fatto ad avere un ruolo rilevante all’interno della società. 

Ilva, la svolta green prevista dallo Stato

L’intesa raggiunta inoltre, prevede anche la ristrutturazione dell’impianto e l’attuazione di un piano ambientale condiviso.

Lo scopo naturalmente sarà quello in primo luogo di garantire gli attuali livelli occupazionali ed evitare ulteriori licenziamenti. Per quanto invece riguarda la “svolta ambientale” che lo Stato intende imprimere a questo progetto industriale, qualche dettaglio viene spiegato nel comunicato. In questo infatti si legge che “un’attenzione straordinaria verrà posta sul tema delle manutenzioni e della sicurezza dell’impianto. È prevista la creazione di una nuova linea di produzione esterna al perimetro aziendale (Dri) e di un forno elettrico interno allo stabilimento che a regime potrà realizzare 2,6 milioni di tonnellate annue di prodotto”. 

Invitalia, un terzo della produzione di acciaio avverrà con emissioni ridotte

Il documento continua poi chiarendo che uno degli obiettivi in tal senso, è quello di far modo che almeno un terzo della produzione di acciaio avvenga mediante emissione ridotte. Una soluzione che sarà possibile grazie all’utilizzo di un forno elettrico dotato di una tecnologia innovativa e chiamato “preridotto”.

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E lo stesso comunicato a chiarire che “La riduzione dell’inquinamento realizzabile con questa tecnologia è infatti del 93% a regime per l’ossido di zolfo, del 90% per la diossina, del 78% per le polveri sottili e per la CO2. Oltre all’accordo di co-investimento per la gestione dell’ex Ilva è infatti prevista la costituzione di una nuova società a capitale pubblico dedicata allo sviluppo di questa nuova tecnologia”.