La Commissione Europea è intenzionata ad estendere gli aiuti di stato alle nazioni appartenenti all’unione fino alla data del 30 Giugno 2022. La prima bozza è stata già inviata agli stati membri con la firma della Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager.

Una scelta dettata in primo luogo dal timore di non disperdere la ripresa economica di questi mesi. Il sostegno pubblico si è rivelato fondamentale per permettere alle nazioni di uscire dalla crisi innescata dal coronavirus. Ed è per questo, ha spiegato la Vestager ai giornalisti, che è importante adesso evitare effetti precipitosi quando si ritira il sostegno pubblico”. Di qui la scelta della Commissione di eliminare le misure di sostegno in modo progressivo dilatando i tempi stabiliti in precedenza.

Un modo per dare tutto il tempo di cui ha bisogno il sistema industriale per adeguarsi alle nuove misure.  

La ripresa economica italiana sta andando oltre ogni attesa

Anche in Italia, dopo mesi difficilissimi in cui a causa della pandemia, si è sostanzialmente rischiato il baratro economico, la ripresa economica è finalmente iniziata in modo sostenuto. Ripresa che oltretutto è stata molto più consistente del previsto, come ha sottolineato di recente l’ex Ministro dell’Economia Giancarlo Padoan. 

E in questi giorni, il Consiglio dei Ministri ha approvato la nuova nota di aggiornamento al Def.

Il documento di economia e finanza che viene stilato ogni anno dall’esecutivo contiene al suo interno le intenzioni di spesa e le nuove stime sulla crescita del paese. Molti dei temi contenuti nel Def sono già stati anticipati dal governo nella conferenza stampa di presentazione. Nel suo intervento Draghi ha in primo luogo sottolineato come la ripresa economica sia stata molto più consistente del previsto. 

Ripresa economica, le dichiarazioni di Draghi

Non per questo però, bisogna abbassare la guardia spiega il premier.

Resta però il fatto che “il quadro economico è di gran lunga migliore di quello che noi stessi pensavamo potesse essere cinque mesi fa”. Anche il debito pubblico è sceso lievemente nelle ultime rilevazioni. E secondo Draghi la sua diminuzione è dovuta principalmente alla crescita registrata dal Pil italiano negli ultimi 5 mesi.

Nel documento di economia e finanza, viene stimato che nel 2021 la crescita totale del Pil sarà del 6 per cento contro il 4,5 che era stato precedentemente stimato. Un punto e mezzo di differenza che testimonia l’eccezionalità di questa ripresa. Possibile secondo Draghi, grazie alla campagna di vaccinazione che prosegue senza sosta. È stato quello infatti secondo il premier “l’ingrediente fondamentale per la crescita”. 

Il tema della pensioni verrà affrontato dal governo la prossima settimana

Adesso dunque vi sono le basi per l’Italia per ritornare a quella normalità che dopo la pandemia sembrava impossibile da ritrovare. nel corso della conferenza stampa Draghi ha poi spiegato che il tema delle pensioni verrà invece affrontato nella prossima legge di bilancio. Questa, dovrebbe essere presentata al Parlamento nel mese di ottobre appena iniziato. Stesso discorso per le nuove norme sulla concorrenza. 

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Un rinvio, quello inerenti ai temi fiscali, che Draghi ha giustificato spiegando che l’intensa attività di governo di questi mesi per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ha inevitabilmente rallentato l’attività dell’esecutivo su alcuni temi. Il premier ha comunque rassicurato che si tratta di un semplice rinvio alla prossima settimana, e che il suo governo, per quanto svlto sinora, merita un minimo di credibilità in merito.