Il prezzo del metano e del gas naturale e di altri combustibili fossili continua ad aumentare, e le conseguenze sull’intero settore dei trasporti sono sempre più rilevanti.

Basti solo pensare che attualmente, il Gpl ha già raggiunto la cifra record di 0,735 euro al litro, da intendersi come prezzo medio a cui viene venduta nel vecchio continente. Aumenti molto forti, che hanno finito con il coinvolgere anche il metano delle automobili. Rispetto a qualche mese fa infatti, il suo prezzo ha già subito un incremento di circa 20 centesimi al chilogrammo. Una notizia molto preoccupante, in particolar modo per il nostro paese. L’Italia rispetta ad altri stati ha beneficiato di prezzi minori su questa tipologia di carburanti.

Benefici che adesso si stanno gradualmente annullando. 

Il prezzo del metano continua ad aumentare, al centro-nord fino a 2 euro al chilo

Sono tante ad esempio, le segnalazioni arrivate negli ultimi giorni in diverse regioni tra centro e nord sull’aumento del prezzo del metano che si attesta adesso a circa due euro al chilo. Incrementi che sono stati anche influenzati dal rinnovo dei contratti di fornitura di energia che sono avvenuti all’inizio del mese. Nuovi accordi che naturalmente sono stati trattati al rialzo dato i rincari energetici che stanno interessando l’Europa. Evidente che questa situazioni di crisi preoccupi particolarmente le associazioni di settore.

Federmetano ha pubblicato in questi giorni un comunicato per sottolineare quanto sia complicato per il comparto questo momento storico. L’associazione nazionale dei trasportatori e distributori di metano ha infatti spiegato che “l’aumento repentino dei prezzi di mercato del gas ha spinto il suo valore verso cifre che nessuno avrebbe mai immaginato, costituendo una vera anomalia”. 

La Russia ha deciso di non aumentare ulteriormente le forniture di gas

Non sarà semplice trovare una via d’uscita, viste anche le cause che hanno portato a questi aumenti generalizzati. Le riserve di gas naturali sono ormai state sfruttate oltre ogni limite dall’occidente. È dal 2013 che queste sono ormai ai minimi storici. Il problema è che al contempo la domanda di consumo energetico è invece aumentata.

Un problema che è anche stato acuito dalla decisione della Russia di non incrementare ulteriormente le forniture. E considerato che parliamo di uno dei maggiori fornitori di gas per il vecchio continente, non si tratta certo di un problema da niente. L’Italia oltretutto è una delle nazioni più esposte a questi aumenti. Il motivo risiede nel fatto che nel nostro paese, il gas viene utilizzato per foraggiare metà dell’intero consumo energetico.

Aumento prezzo metano, il comunicato pubblicato da Arera

Per farsi un’idea di questo, basta un solo esempio. 

La settimana scorsa l’Arera, l’Autorità che si occupa della regolamentazione del mercato energetico, ha pubblicato una stima degli aumenti energetici che ci aspettano nei prossimi tre mesi. E si tratta di cifre che non possono che destare profonda preoccupazione. Le famiglie italiane stanno per ritrovarsi ad affrontare incrementi sui prezzi dell’energia fino al 14 per cento. Per il momento l’esecutivo guidato da Mario Draghi ha posto alcune limitazioni che permetteranno di contenere almeno in parte questi incrementi. Diventa adesso però fondamentale fare in modo che le imprese italiane migliorino la loro efficienza energetica. Un passaggio indispensabile per preservare la produttività e il costo dei prodotti di consumo realizzati internamente. 

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Vi è poi il fatto che se questa crisi si prolunga troppo, la sospensione di alcune attività commerciali strettamente dipendenti dal consumo energetico sembra per certi versi inevitabile  Insomma, la situazione non è semplice, e l’impressione è che i prossimi mesi saranno fondamentali per capire in che tipo di futuro stiamo per immergerci.