I disservizi sulle piattaforme streaming, Dazn e Amazon Prime, che da quest’anno possiedono i diritti della Lega Serie A, continuano a preoccupare azionisti e tifosi.

L’associazione degli investitori pubblicitari italia (Upa) e l’Una, l’ente che riunisce le varie agenzie di comunicazione, hanno chiesto adesso a queste aziende risposte in tempi rapidi su come risolvere questi problemi di trasmissione. Il rischio se no, è che i budget da destinare alla pubblicità, in uno settore, il calcio, in cui i prezzi sono più alti, vengano sospesi fino a quando non verranno risolti tutti questi disservizi di cui gli utenti si lamentano.

Una soluzione che naturalmente fa tremare Dazn.  

Dazn, continuano i problemi sullo streaming

Il gruppo di video streaming fondato a Londra ha acquistato quest’anno i diritti della Seria A alla cifra di 840 milioni per un anno. Un’asta conclusa con successo che le ha permesso di poter trasmettere tutte e dieci le partite del campionato, di cui sette in esclusiva. Un’acquisizione storica. È la prima volta infatti che i diritti tv sul calcio italiano vengono comprati per intero da una piattaforma streaming, al punto che fino ad adesso si era fatto sempre riferimento a diritti televisivi.

Il problema però, è che fin dalla prima giornata di campionato, la piattaforma streaming non si è dimostrata in grado di reggere l’enorme mole di utenti ospitati. Un situazione che ha irritato non poco i consumatori, al punto che l’Agcom ha avviato un istruttoria sul caso che dovrebbe concludersi a dicembre.

In merito inoltre vi è stata anche una risoluzione approvata dalla Commissione Cultura del Parlamento italiano che sostanzialmente ha dato ragione alle associazioni pubblicitarie. 

Dazn, le dichiarazioni del presidente Upa sui disservizi

Significative in tal senso le ultime dichiarazioni del presidente dell’UPa Lorenzo Sassoli de Bianchi:  “Chiediamo una cosa sola agli Ott che stanno lavorando sul calcio in streaming (che si facciano rilevare da terzi, da un gic, il prima possibile. Ci troviamo per la prima volta davanti a un calcio in streaming, non era mai accaduto. E’ un’innovazione radicale per il nostro Paese, che ha due temi uno quello di banda e l’altro quello della trasparenza dei dati”.

Questo è il motivo, spiega, per cui adesso tutte quelle aziende che ogni anni investono miliardi nell’advertising pubblicitario chiedono maggiori garanzie. Non è comunque, secondo il presidente dell’Upa, l’unico problema da risolvere al più presto.

E proprio per questo, Upa e Una hanno chiesto di recente un tavolo di confronti con tutti coloro che si occupano di dati e raccolti auditel. 

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Dazn, lo streaming porta con sé la questione dei nuovi dati sui consumatori

Una propagazione così massiva dello streaming porta infatti con sé la questione dei nuovi dati consumatori. Informazioni che era impossibile ottenere mediante il mezzo televisivo, e che invece con lo streaming sono adesso a disposizione di tutti. Logico che le aziende chiedano adesso che questi dati siano sfruttati al massimo per poter migliorare la targetizzazione delle pubblicità. Lo si dovrà però fare nel rispetto delle attuali leggi a tutela del consumatore.